LIBERTA' : OBBIETTIVO DIVINO O MODALITA' NECESSARIA?

LIBERTA' OBIETTIVO DIVINO O MODALITA' NECESSARIA    

Dice il teologo Vito Mancuso

"L'obbiettivo Divino, ancor più della vita fisica, è la vita libera, e in questa prospettiva Dio realizza veramente il suo piano, perché il mondo che si dispiega ogni giorno sotto inostri  occhi è un immenso esperimento che raggiunge il suo obbiettivo, cioè la terribile e insieme meravigliosa alchimia della libertà" 

Se c'è un Dio c'è anche la Sua manifestazione. L'Essenza non può non manifestarsi perché non ci sarebbe Essenza senza manifestazione. Ma manifestarsi significa entrare in relazione. Dio esiste dall'eternità e si manifesta dall'eternità. Con che cosa dunque entra in relazione. Entra in relazione con il Nulla, anche il Nulla esiste dall'eternità. L'Essenza può imporsi o proporsi. Se si imponesse finirebbe per imporre se stessa e non avrebbe senso perché diventerebbe autoreferente, allora si propone e lo fa come "Valore". il Nulla può accogliere o respingere la proposta ma non può evitare di confrontarsi perché la relazione è creativa e quindi causa eventi. La risposta avviene nella libertà; perciò la libertà non è un obbiettivo ma "una modalità necessaria all'esistere".     

Anche gli eventi sono manifestazioni, sono in relazione tra loro e anche queste manifestazioni sono a loro modo creative, sia pur nell'esistente, tanto che per esistere devono, ciascuno per suo conto, creare il proprio spazio tempo, il campo spazio temporale in cui trascorrono la propria esistenza e attraverso il quale entrano in relazione con il campo spazio temporale degli altri eventi. Infatti gli eventi possono solo "esistere" nel tempo e nello spazio, ma lo spazio e il tempo non esisterebbe senza gli eventi. A loro volta  non possono evitare di confrontarsi e devono, nei loro rapporti, affrontare il problema dell'accoglienza e del rifiuto. Anche in questo caso la scelta avviene nella libertà e quindi in modo responsabile. Il "Valore" (che io chiamo principio etico), implicito nella manifestazione divina, è il principio guida che consente di prendere il meglio di queste relazioni senza respingimenti pregiudiziali. 

Una libertà soggettiva priva di limitazioni non credo sia possibile in un sistema universale integrato di relazioni. Ma se nell'universo si realizzasse veramente quanto la manifestazione divina propone, allora il sistema di relazioni sarebbe talmente perfetto che il molteplice finirebbe per identificarsi con l'uno, Non ci sarebbe più bisogno di una rete di relazioni in un universo di singole esistenze perché l'universo diventato Uno si identificherebbe con la manifestazione medesima: é questa la libertà di cui parla Mancuso?